Nubi due
martedì, 30 ottobre 2007
Piove, oggi a Milano.
Allora le Nubi ci stanno bene.
 
Sì. Il numero due c’è, qui.
 
Vacci. Puoi scaricarti la versione pdf da stampare fronte retro (è quella che preferisco) o se vuoi leggertela a video c’è la versione piana piana sia di Spari che mia.
 
Sul mio lato:
Geometria del fumetto popolare  una chiacchierata tra Giacomo Nanni e Boris
Popoli, fumetti e resistenze di Claudio Calia
Ma chi è sto Gon? Di Alessandra MR D’Agostino
It’s not my cup of tea di Seia Montanelli
Leggere da soli o spezzettare in gruppo di Claudio Nader
Fumetto e popolo di Boris Battaglia
 
 
In mezzo Sturm un drang di Spari & Battaglia
 
Leggi poi torni sulle Nubi e  nei commenti ci pisci fuori tutto quello che ne pensi.
 
Ci vediamo a Lucca.
 
borisbattaglia alle ore 12:41 | metereologia | commenti (5) | commenti (5) (popup) |
ci scrive anche Boris,
venerdì, 26 ottobre 2007

e ci scrive un pezzo fondamentale per l'ontologia del fumetto.

Quindi compratevela e leggetevela.

inguineMAH!2008

cm 17x24, brossurato con bandelle, 224 pagine in B/N, Collana
Frontiere €18 Edizioni Comma22

Inguine è un luogo su carta che viaggia per collezionare sguardi dai
prolifici Stati Uniti alla Spagna, passando per l´Olanda, la Svezia e
la Serbia. Oltre a raccogliere il meglio dell´estero, cose mai viste
in Italia come il maestro del Do it your self John Porcellino,
riedita storie ormai perdute nel pozzo della smemoratezza e al
contempo ne produce nuove di zecca.
In questo albo, si può fraternizzare con la disoccupata Death di Max
Andersson, prendere lo strampalato Balkan Express di Wostok,
sfregarsi gli occhi con le dinoccolate beghine di Marcel Rujters. La
pillola contro l´amnesia visiva e politica che ci affligge si chiama
invece Emory Douglas, grafico della rivolta delle pantere nere,
affiancato dall´altro americano, creatore di icone per i movimenti,
Peter Kuper.
Non potevano certo mancare in un numero così corposo gli
autori italiani: e così trova spazio la ristampa della storia su Maso
di Paolo Bacilieri. Uscita nel 1995 rimane un cult
dell´interpretazione del reale, anche se all´epoca suscitò numerose
polemiche. Oltre al flash back, anche sguardi inediti: Squaz con
Paperesistance, Costantini con Stamboulis, e pregevoli ospiti come il
duo Falcinelli/Poggi, Del Monte/Mennillo, Zattera, Tuono Pettinato,
Parisi e altri ancora.
Gli occhi non viaggiano solo su immagini, ma anche attraverso parole.
Così Zograf in versione giornalista intervista il disegnatore
americano Ben Katchor, l´autore del prezioso L´ebreo di New York, il
migliore ritratto del mondo ebraico americano dopo Eisner.

Menù:
Peter Kuper | Wostok | Stefano Zattera | Elettra Stamboulis &
Gianluca Costantini | Claudio Morici & Armin Barducci | Marta Poggi &
Riccardo Falcinelli |
Emory Douglass | u_net | Felipe Cava & Laura Peréz | Squaz | Paper
Resistance | Vittore Baroni | Max Andersson | Christian Del Monte &
Angelo Mennillo |
Boris Battaglia | Michele M. Serra | Leonardo Guardigli | Roland
Bruckner | Marta Fontolan | John Porcellino | Giovanni Barbieri |
Aleksandar Zograf |
Ben Katchor | Gary Panter | Emanuele | Clìo | Paolo Bacilieri |
Daniele Brolli | Nino Terremoto | Marcel Ruijters | Paolo Parisi |
Tuono Pettinato |


borisbattaglia alle ore 11:03 | ontologia dei fumetti | commenti | commenti (popup) |

Ricordate quanto sosteneva Fassbinder? "E noi non abbiamo che scarse informazioni su quella bella anarchia che, nel regno dei folli, rende fruibile la libertà".
E' vero. Troppi pensano che noi si abbia solo due guide, bellissime e troie, per farci strada nel regno della libertà. Di cui invece, per me, dovremmo imparare a fare a meno. La psicanalisi (Freud e Reich mica Jung) e la storia. No. Non quella che traccia il cammino della nostra fottuta umanità cercando di dacerne memoria. Quella è indispensabile. La storia, quella che ci raccontavano prima di dormire. Perché la libertà, ci hanno insegnato i secondini del consenso, è un sogno. Cazzate. Il Sogno. Ci vuole un secondino come Gaiman a dirci che un sogno sognato collettivamente può cambiare l' intero universo. Un sogno collettivo è il sogno per antonomasia: l' utopia. Appunto. Scordatevela lettori ebeti la vostra libertà. Non c’è possibilità d’interpretazione. Non potete fare da soli. Vi ci vuole il partito. Le cose stanno così.
L' immaginazione sarà pure il solo luogo, come diceva Bunuel, dove la libertà dell' uomo è totale. L' unico luogo dove non esistono barriere, leggi, regole. Niente divisioni tra bene e male. Niente colpe e niente innocenze.  Per questo l’hanno segregata nelle storie.
Gaiman ce li racconta tutti questi tentativi di ingabbiare la creativita umana in quella bellissima storia in cui due scritturocoli di regime tengono, a turno, prigioniera Calliope, la musa della poesia epica. Questi due omuncoli che, stuprandola, ingabbiavano la creazione fantastica, vengono condannati dal Signore dei Sogni al misero destino che dovrebbe spettare a tutti coloro che svolgono il meschino ufficio di scrittori e sceneggiatori secondo modello e progetto.
Sono radicale certo. Sono dogmatico. Ideologico e il cazzo che volete.   
Comunque me non mi fregate con i vostri trucchetti. Se anche ci mettete Verne nel vostro Tex e lo chiamate Zagor, la struttura non cambia. Resta una gabbia.
No. Adesso non tiratemi in ballo la menata che già ci hanno pensato alle storie in forma di farfalla.
Quella era una questione formale.
Quello che dico io no. E' una questione strutturale.
Perche non può esserci distinzione. Tra forma e contenuto intendo.
Godard e Jim mc Bride raccontano la stessa storia se la riassumiamo in una trama: ma sai bene che non è così. Interessarsi ai soggetti delle storie (sono le trame?) significa azzerare una cinquantina di anni di indagine antropologica strutturalistica. Appunto. La struttura. Significa dimenticarsi che Propp e Campbell hanno isolato il nucleo della trama ancestrale che sottende ad ogni storia. Scrivere soggetti significa andare in giro a vendere qualcosa che non ci appartiene. Che è proprietà dell’umanità tutta. Soggettisti  vi appropriate di un bene collettivo per trarne profitto. Sceneggiatori appiccicate a quella struttura ancestrale dettagli che spacciate per rivoluzioni.
La storia è sempre quella, con le sue tot possibili varianti: quindi più che al cosa viene raccontato mi pare importante interessarsi al cosa viene raccontato come… 
In questo caso è fondamentale l'autore.
A bout de soufle è quella cosa lì perchè l'ha fatta Godard. Se la faceva un altro veniva Breathless. Cosa cazzo potremmo mai dirci sulla storia e basta che racconta se non parliamo dell’autore, e non di un autore modello e di tutte quelle cagate ecolaliche, ma dell’autore che proprio la racconta… ci sono cose più interessanti nella cartella medica di un autore che nelle cose che racconta… ma poi ci aveva gia pensato desanctis, anche se lui parlava di inscindibilità tra forma e contenuto, che non è possibile separare in un opera la storia da quello si dice lo stile… cioè la voce dell’autore, perché lo stile è la voce che racconta quella storia… e che la rende proprio quella storia… l’idea della trama in se e per sè è impossibile, è come se a un racconto orale gli togli il suono della voce, se a un film gli togli il montaggio, se a un fumetto gli togli i disegni, se a un romanzo gli togli la punteggiatura… insomma è un’altra cosa.
La storia.. Onestamente io penso non solo che non conti nulla, ma che non abbia nemmeno senso parlarne. Nemmeno della forma, quello lo facevano i santoni fumati alla Moebius e i pubblicitari in forma di avanguardie del fumetto anni ’80.
Quella che conta è la struttura.
Adesso chiedimi che cazzo è la struttura?
Dai…
borisbattaglia alle ore 14:37 | struttura e fumetti | commenti (9) | commenti (9) (popup) |
15 ottobre 1987
lunedì, 15 ottobre 2007

 

borisbattaglia alle ore 13:50 | architettura delle barricate | commenti (1) | commenti (1) (popup) |

 

1. Una faccia qualsiasi.
Venerdì mattina non sono in ufficio. Raramente vado in giro. Non mi dispiace quando mi tocca, perché posso ascoltare la radio. In auto. Purtroppo la voce di Antonio Serra giunge ad irritarmi la giornata dalle frequenze di Radio Popolare. Disdirò l’abbonamento. Anche perché quando sento le supponenze del redattore bonelli dire (cito a memoria) che il giovin disegnatore Parlov rievoca atmosfere prattiane declinandole in nuove interpretazioni, mi trattengo a stento dallo spegnere la radio epperò compro il giornaletto.
Volto nascosto è una cagata. Uno che sembra il dottor Destino sbattuto a recitar versetti coranici nel deserto magrebhino. E’ vero, c’è a pag. 67 una vignetta in cui un soldato eritreo sembra preso di peso da un disegno prattiano, ma questo non giustifica i 2,70 euro che quelle paginette mi costano. Roba sottoi livelli standard: quando il protagonista sparacchia centrando la moneta lanciata in aria come un Piccolo Ranger, mi vien quasi da piangere. Dal ridere. Non reggo ai dialoghi offensivi di qualsiasi intelligenza –anche quella di un lettore medio di Brad Barron, roba che scandalizzerebbe padre Bresciani- e alle situazioni involontariamente surreali. Butto nel cassonetto bianco.
2. La sfortuna di avere comunisti in famiglia.
.
Aveva ragione Vaneigem. Il comunismo, quello rossandiano di cui i quotidiani manifestanti ancora non si sono emancipati, è lo zio rinnegato del capitalismo moderno (cfr. Veneigem, Lettre de Staline à ses enfants reconciliés,Verdier). Roba da figurine. Zeronovanta al pacchetto. Per cinque facce di comunisti, socialisti e anarchici (che cazzo ci fanno Keynes, don Milani e Veltroni?). Dieci centesimi in meno di quelle di Dragonball. Concorrenza sleale? No… cosa da libero mercato… per guarire quella sua malattia infantile che è il collezionismo. Li manderei affanculo quelli de il manifesto, se non fossi già troppo impegnato a scambiarmi i mancolista. Qualcuno ha trovato Bakunin? Gli do tre Berlinguer e due Pol Pot.
3. Non ce ne stacchiamo.
Leonida e io non riusciamo a smettere di leggere il libro sbilenco di Newell (Orecchioacerbo è l'editore).Non abbiamo nemmeno fatto i compiti per colpa sua. Domani (oggi per legge il post) ci tocca una bella nota.
 
Il resto, come al solito, è mancia.
borisbattaglia alle ore 11:59 | prassi onanistica, teoria di lettura dei fumetti | commenti (3) | commenti (3) (popup) |
cronache del dopofinesettimana
lunedì, 08 ottobre 2007
Il fine settimana, se resto a casa (avercela una casa!), di solito ho da mettere a posto le infinite cose che non riesco a fare gli altri giorni. Per questo preferisco andarmene lontano da questa città del cazzo, in qualche luogo sperduto a nuotare o a camminare. Per questioni edili (appunto:l’avere o meno una casa) questo sabatodomenica sono rimasto a casa (ribadisco: avercela una casa!). Allora quando mi è avanzato tempo ho lavorato a Nubi2 e poi ho anche letto, ascoltato e guardato e bevuto e dormito. Soprattutto dormito.
Comunque.
Alcuni appunti veloci.
-Sul FOGLIO di venerdì, in una roba che non capisco se intervista o agenzia ANSA, Massimo Cacciari attacca il libro di Dawinks. Ora. Che per diventare sindaci della paludosa putredine Veneziana (simbolo e sintomo è Venezia, con i suoi sedicesimi stile Treviso, del male che affligge l’Italia) sia necessario fare i santoni mitteleuropei un po’ prattiani un po’ heiddegeriani , noi si può anche capirlo, ma non aver letto l’Illusone di Dio e dirne male noi ippoghigni questo, no, non lo capiamo. Sarà l’invidia che i libri cacciariani (avete mai provato a leggere chessò: Della cosa ultima, Adelphi) sono pieni di abracadabrismi inintelligibili, come quelli dei teologi, da chi non ha perso tempo a prendere una laurea in filosofia teoretica, mentre i libri di Dawkins sono piani e comprensibili anche da chi non ha lauree in biologia. Dio esiste o non esiste. Dice. E’ una questione scientifica alla quale per il momento non sappiamo dare risposta. Però possiamo dire qualcosa di abbastanza sensato in merito alle probabilità. E tutte le probabilità (tre capitoli per 161 pagine a dimostrarcelo)sono contrarie all’esistenza di dio. L’onere della prova, come già sosteneva Russel, tocca a chi sostiene l’esistenza del burattinaio celeste, perché l’impossibilità di dimostrare l’esistenza o l’inesistenza di qualcosa non mette l’esistenza indimostrata sullo stesso piano dell’inesistenza indimostrata. Il resto son bubbole e giochi di ruolo.
-Ho visto il film 300. Ecchecazzo centra tutto quello che è stato detto? E’ uno splendido saggio di ateismo militante. Il dio è il denaro. E quel finale in cui Leonida fa sanguinare con il colpo della sua lancia il dio impresario e sanguinario rappresentato da Serse, è momento di somma goduria.
-Ho fatto fare i compiti a mio figlio. Mi sono incazzato per l’assoluta bruttezza e per l’idiota ortodossia crociana del suo sussidiario (terza elementare). Iniziano veramente da cuccioli a disabituarli alla bellezza e alla verità.
 Necessità: abolire la scuola.
-Ho letto 299 di Ortolani. Una raccolta di barzellette oratoriali appiccicate a una sceneggiatura pseudomilleriana. Non è un capolavoro. Non è una parodia.Però fa ridere.
-Ho visitato la mostriciattola di Crapapelada. Altarino zoppicante alla vacuità di chi crede ancora, parlando di fumetto, alla sacralità dell’originale.
-Ho comprato il manifesto di sabato per il bellissimo discorso di Sankara sul Che pubblicato su Alias.
-Abbiamo guardato e riguardato il dvd della Salani dedicato a Supergulp. Il libretto inutile (tristissimi i pezzi di Lupoi e di Guccini) accoppiatogli per avere l’iva al 4% l’abbiamo buttato a cesso.
 
Buon inizio di settimana a tutti
borisbattaglia alle ore 10:07 | prassi onanistica | commenti (6) | commenti (6) (popup) |