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giovedì, 03 dicembre 2009
borisbattaglia alle ore 14:10 | piccolo spazio pubblicitĂ , etilismo scientifico | commenti (1) | commenti (1) (popup) |
Evasioni
lunedì, 23 novembre 2009


Assolutamente. Il novello 2009 della Cantina della Casa Circondariale di Velletri. Lo chiamano il Fuggiasco. Bevilo.

Poi ti consiglio questo pezzo sulla Ministronza di Spataro. Se già non l'hai fatto leggilo. Mi sembra alquanto interessante.

A presto.
borisbattaglia alle ore 22:47 | etilismo scientifico, teoria di lettura dei fumetti | commenti (4) | commenti (4) (popup) |
dissetarsi
martedì, 09 giugno 2009




Consigli molto personali - e moderatamente costosi- per sopportare meglio i tempi che corrono:

Birba 2003- rosso di toscana, Fattoria la Gerla, sangiovese in purezza

Gattinara 2000 - cantina Antoniolo, nebbiolo in purezza

Anarkos 2005 - Accademia dei Racemi, malvasia nera, negramaro, primitivo

Catarratto 2008 - Cantina centopassi, catarratto in purezza

Alghero Torbato 2002 - Sella e Mosca, torbato 100%

Terrone 2006 - Urupia, negramaro e primitivo
borisbattaglia alle ore 19:29 | etilismo scientifico | commenti (5) | commenti (5) (popup) |
Juan
martedì, 02 dicembre 2008
Riesco a fatica, oggi, ha rimettermi la testa sulle spalle.
Ce ne erano domenica, di cose là, alla Leoncavallo SPA, che mi sono piaciute.
Una, che ho trovato straordinaria, ve la voglio raccontare. Così và, perché mi siete simpatici eppoi da una banda di astemi come voi non ho nulla da temere. Già perchè lì producono un migliaio di bottiglie e niente più, bastano mica per tutti.
All’Agricola Garella. Masserano. Biella.
Un vino che chiamano Juan.
50% nebbiolo (credo di amarlo visceralmente questo vitigno),Croatina 20%, Vespolina 10%, Po’ Negrera, Chatus, Uva rara, Barbera…
Mi sono commosso. Per la stoffa e la fantasia di questo vino.
Non avevano da venderlo lì. Però.
Lo mettevano in bottiglia a giorni. Appena ho un attimo vado a prendermelo. Nonostante il prezzo.
borisbattaglia alle ore 12:24 | etilismo scientifico | commenti (1) | commenti (1) (popup) |
...per il bourbon di Noè
mercoledì, 23 aprile 2008
I libri collettanei, quelli di saggi in particolare, dovrebbero farli con gli anelli. Così mi tengo, di saggi, quelli che mi interessano e butto (al riciclo) le insulsaggini. Oppure le lascio in libreria. Non è una questione di prezzo. Fatemelo pagare quello che vi pare. E’ una questione di spazio e di tempo.
Per fare un esempio.
Perché per leggermi i tre saggi, discutibili ma costruiti su un’ idea, di Interdonato, Stefanelli e Barbieri su De Luca (il disegno pensiero, BlackVelvet) debbo sorbirmi insulsi imbarazzanti compitini d’occasione come quelli di Faeti – vabbene, lui è il nume tutelare, e passi, ma solo lui-, Brunoro, Spiritelli (vi rendete conto? Spiritelli!), Rossi, Raffaelli, Boschi e tutti quelli che dimentico? Ve li do lo stesso i 24 euro, non posso portarmi a casa solo quello che li vale?
Vabbè. Andiamo a capo.
 
Metto nello zaino (che vado a camminare) tra le altre solite cose una bottiglia di Booker’s (colpa di D. che me l’ha fatto scoprire l’altra sera, questo splendido bourbon, invecchiato 8 anni non filtrato e non tagliato creato da Noe Booker pronipote di Jim Beam).
 
Di Nubi3 ho visto le bozze. C’è da correggere qualche refuso, poi quando si torna dai tratturi, magari forse può darsi, riusciamo a metterlo in rete.
 
Sciao.
borisbattaglia alle ore 11:54 | metereologia, etilismo scientifico, teoria di lettura dei fumetti | commenti (10) | commenti (10) (popup) |
6:4:2
martedì, 12 febbraio 2008

E’ al quarto margarita che, di solito, devo prendere la decisione. Vado avanti e mi sbronzo o mi fermo qui e mi evito il mal di testa di domattina?

Ho un buon rapporto con il mal di testa del giorno dopo. L’ho imparato da Steinbeck che scriveva, se non ricordo male in  In viaggio con Charlie , che il mal di testa del dopo sbronza è una conseguenza inevitabile del piacere della sbronza: quindi aveva imparato ad accettarlo come il prezzo da pagare per il gusto del whisky. Ho fatto tesoro di questa lezione che è la cosa migliore di quel libro altrimenti trascurabile.

 

Marjorie King era un’ attrice e una cantante di non eccelso talento ma dalle splendide tette .

Aveva un difetto. Era allergica agli alcolici, tranne che al distillato di agave.

E’ che bere tequila , vuoi anche con sale e limone, alla fine annoia. Come darle torto allora, povera Marjorie, quando si lamentava con il suo barman preferito Carlos Danny Herrera, di non poter divertirsi nella elegante beva dei cocktail.

Carlos Danny Herrera aveva un locale, lungo la strada che collega Rosario Beach a Tijuana: il Rancho La Gloria. Marjorie si esibiva qui molto spesso la sera, seduta al pianoforte.

In una sera di novembre del 1938 Carlos Danny Herrera, probabilmente stimolato da una canzone di Marjoire particolarmente sensuale, ha il colpo di genio. Mischia nel rapporto 6:4:2 tequila cointreau e succo di limetta. Mette tutto nello shaker con abbondante ghiaccio, agita e serve.

Marjoire è estasiata.

Ne beve uno dietro l’altro. Due. Tre. Quattro.

Raccontano che quella sera la sua esibizione  fu senza eguali.

Cinque. Sei. Sette.

Quello che poi accadde con Carlos le cronache non lo riportano. Possiamo immaginarlo. Sesso e a lungo e in tutte le varianti conosciute. Anche in quelle sconosciute, visto che qui trattasi di due artisti.

 

E’ al quarto margarita che, di solito, devo prendere la decisione.

Mi sarebbe sempre piaciuto tirarci fuori un bel racconto da questa cosa, qualcosa tipo: l'invenzione del margarita.

Vabbè.

Ordino il quinto.

Domani sarò steinbeckiano.

 

 

Sono almeno sei le leggende sulla creazione del margarita. Questa è la mia preferita.

 

borisbattaglia alle ore 21:22 | etilismo scientifico | commenti (4) | commenti (4) (popup) |