
Assolutamente. Il novello 2009 della Cantina della Casa Circondariale di Velletri. Lo chiamano il Fuggiasco. Bevilo.
Poi ti consiglio questo pezzo sulla Ministronza di Spataro. Se già non l'hai fatto leggilo. Mi sembra alquanto interessante.
A presto.

Consigli molto personali - e moderatamente costosi- per sopportare meglio i tempi che corrono:
Birba 2003- rosso di toscana, Fattoria la Gerla, sangiovese in purezza
Gattinara 2000 - cantina Antoniolo, nebbiolo in purezza
Anarkos 2005 - Accademia dei Racemi, malvasia nera, negramaro, primitivo
Catarratto 2008 - Cantina centopassi, catarratto in purezza
Alghero Torbato 2002 - Sella e Mosca, torbato 100%
Terrone 2006 - Urupia, negramaro e primitivo



E’ al quarto margarita che, di solito, devo prendere la decisione. Vado avanti e mi sbronzo o mi fermo qui e mi evito il mal di testa di domattina?
Ho un buon rapporto con il mal di testa del giorno dopo. L’ho imparato da Steinbeck che scriveva, se non ricordo male in In viaggio con Charlie , che il mal di testa del dopo sbronza è una conseguenza inevitabile del piacere della sbronza: quindi aveva imparato ad accettarlo come il prezzo da pagare per il gusto del whisky. Ho fatto tesoro di questa lezione che è la cosa migliore di quel libro altrimenti trascurabile.
Marjorie King era un’ attrice e una cantante di non eccelso talento ma dalle splendide tette .

Aveva un difetto. Era allergica agli alcolici, tranne che al distillato di agave.
E’ che bere tequila , vuoi anche con sale e limone, alla fine annoia. Come darle torto allora, povera Marjorie, quando si lamentava con il suo barman preferito Carlos Danny Herrera, di non poter divertirsi nella elegante beva dei cocktail.
Carlos Danny Herrera aveva un locale, lungo la strada che collega Rosario Beach a Tijuana: il Rancho La Gloria. Marjorie si esibiva qui molto spesso la sera, seduta al pianoforte.
In una sera di novembre del 1938 Carlos Danny Herrera, probabilmente stimolato da una canzone di Marjoire particolarmente sensuale, ha il colpo di genio. Mischia nel rapporto 6:4:2 tequila cointreau e succo di limetta. Mette tutto nello shaker con abbondante ghiaccio, agita e serve.
Marjoire è estasiata.
Ne beve uno dietro l’altro. Due. Tre. Quattro.
Raccontano che quella sera la sua esibizione fu senza eguali.
Cinque. Sei. Sette.
Quello che poi accadde con Carlos le cronache non lo riportano. Possiamo immaginarlo. Sesso e a lungo e in tutte le varianti conosciute. Anche in quelle sconosciute, visto che qui trattasi di due artisti.
E’ al quarto margarita che, di solito, devo prendere la decisione.
Mi sarebbe sempre piaciuto tirarci fuori un bel racconto da questa cosa, qualcosa tipo: l'invenzione del margarita.
Vabbè.
Ordino il quinto.
Domani sarò steinbeckiano.
Sono almeno sei le leggende sulla creazione del margarita. Questa è la mia preferita.

















