qualche attrezzo necessario
mercoledì, 09 dicembre 2009

Come tutti gli anni,dopo Critical Wine, ti consiglio la cosa migliore che ho assaggiato. Resta inteso: migliore fino al momento che riuscivo ancora a distinguere qualcosa.

Beviti il Sauvignon 2008 della cantina Foffani. Mi vorrai bene.

Poi.

L'ottimo Claudio Calia ha rilasciato in totale gratuità il suo E' Primavera. Te ne do notizia perchè sono convinto che sia un testo fondamentale. Se non l'hai ancora letto, scaricatelo da qui. Se l'hai già letto, vai lì ugualmente, perchè c'è un mio breve intervento sui motivi che fanno quel libro fondamentale.

 

 

 

borisbattaglia alle ore 13:53 | piccolo spazio pubblicitĂ  | commenti | commenti (popup) |
spot
giovedì, 03 dicembre 2009
borisbattaglia alle ore 14:10 | piccolo spazio pubblicitĂ , etilismo scientifico | commenti (1) | commenti (1) (popup) |
i can't forget but i don't remember watt
martedì, 20 ottobre 2009

Devo andare in rue Watt, domani. Ce l'ho scritto sull'agenda.

Ma non mi ricordo perchè.

 

 

borisbattaglia alle ore 11:39 | piccolo spazio pubblicitĂ  | commenti (3) | commenti (3) (popup) |
librarsi
venerdì, 18 settembre 2009
Domani potete anche ascoltarvela dal vivo all' ateneo libertario.

 Se vi va ci vediamo lì.
borisbattaglia alle ore 22:41 | piccolo spazio pubblicitĂ  | commenti | commenti (popup) |



Carissimi fraticelli spazibianchi, custodi dell’ortodossia del Sacro Cuore della Critica fumettistica (che orribile parola),...mah... non lo so, cosa dirvi...  mi avete censurato.
E’ colpa mia. L’ho capito, sapete.
E ve ne sono grato. Della lezione.
Per due motivi: il primo è  che mi assolvete dall’avere in futuro a che fare con voi. Il secondo è che leggendo le motivazioni di quelli che avete pubblicato, so da che parte sta la ragione.
No... perché  ve l’ho detto io che ci stavo per questa cosa delle mie migliori letture a fumetti dell’anno scorso, però... non lo so, è che non mi ricordavo bene il vostro regolamento. Avete ragione... il problema sono i premi, perchè tutti prevedono delle regole di inclusione e di esclusione... ecco forse è proprio l’idea del premio che non funziona, quasi fino a non avere senso... secondo me, perché c’è un sacco di gente (di cui avete pubblicato le motivazioni), anche intellettualmente stimabile (credo, e comunque non da me) che gli piace questa cosa dei premi. A me no. Proprio.
Però mi sono sforzato di attenermici. Quasi giocandoci con questa cosa della mia inadeguatezza al far parte di qualsivoglia giuria, anche una irrilevante come questa. E voi mi avete censurato. Non avete pubblicato la lettera con cui accompagnavo le mie scelte.
No, non sono arrabbiato, non vale mica la pena di incazzarmi per questo. Solo di sorriderne.
Certo, avete ragione (l'ho già detto), adesso è tardi; magari dovevo pensarci prima di accettare la vostra richiesta di partecipare al giochino dei premi.
Eggià. Ci avete ragione.
Figuratevi, l’avete visto no?, che mi ero inventato anche un modo retorico, una specie di lettera aperta,  per dirvi che le due cose più belle che ho RILETTO l’hanno scorso non potevo dirvele per colpa del vostro regolamento.  
Eppoi comunque, merda!, non lo credete anche voi che Black Kiss di Howard Chaykin ripubblicato da Dario Morgante è un fumetto bellissimo e che la sua casa editrice, nonostante quel nome insulso (sì, appunto, come fa? Purple press vero?), non meriti un premio per avercelo fatto rileggere, anche se una pugnetta di anni fa Bernardi l’aveva già pubblicato, facendoci soffrire, su quella cosa assurda inutile e strategicamente sbagliata che era Nova Express?
Eppoi. Se quelli che fanno libri non perchè i libri si devono fare, ma perchè si devono vendere (e si potesse venderli senza farli salterebbero di gioia), quelli tipo della BUR dico, se quelli lì danno alle stampe, non si capisce perchè (ma mi affascinano i misteri del marketinghe editoriale),  però persino ben tradotto...  no, non esageriamo... dignitosamente tradotto, 120 rue de la Gare... di Tardi il regolamento mi impedisce, siccome Traini l’aveva smozzicatamente pubblicato su una rivista di merda due pugnette di anni fa, di dire che è un capolavoro che... nonostante quel formato massacrante della Bur, si mangia tutto i resto dei fumetti del 2008.
Vabbè. Questo non si può.
Allora che resta? Mi chiedevo in modo retorico, per introdurre le mie scelte e le mie motivazioni.
Dai. Fraticelli miei. Ne resta.
Solo una cosa però. Voi distribuite i punti, per il vostro premio, in ordine decrescente dal primo al decimo. Quando vi ho scritto, la prima volta, ci avevo pure aderito a questa cosa, che avevo messo i numeri uno due tre quattro cinque sei sette otto nove e dieci.
Adesso no. Visto che tanto mi avete censurato e che qui siamo a casa mia, mi sento libero di non aderirci più, per questioni ideologiche, a nessuna sorta di giudizio assiologico. E di sottolineare quanto è cretina la cosa. Quindi qui, li elenco come mi vengono, un po’ tirati a sorte un po’ infilati a caso quando la memoria me lo consente.
La cosa più bella, eccezione fatta per le due già dette e per tutte le altre che adesso non mi ricordo o che al momento non mi sembrano così belle ma poi si, che ho letto l’anno passato è un libro di Davodeau, pubblicato nel 2005 da Delcourt e intitolato Les Mauvaises Gens . L’ha pubblicato Peruzzo per la sua QPRESS con un titolo brutto e sbagliato, con una traduzione nemmeno passabile. Ma questo libro è comunque un gioiello.
Poi.
Coconino è una casa editrice sbagliata. Non ha un progetto. Solo il gusto del suo Fondatore.  Che forse lo fa apposta, o forse pensa veramente di fare bene, a pubblicare su carta e formati sbagliati due autori capaci di rifondare con portata rivoluzionaria i canoni del fumetto popolare (in altra sede, quando trovo lo spazio, che 400 battute non bastano, ti spiego il perché) che da Pratt - se ne facciano una ragione tutti gli altri che fanno il fumetto seriale, che seriale non è popolare- passa per loro due:
Marco Corona e l’ombra di Walt,  
Gipi e LMVDM.
Poi.
BD è una casa editrice che mi provoca allergia. Però ha fatto un libro che dovreste leggere. Una cosa minore di Tardi, ma maggiore se paragonata a tutti gli altri libri di cui qui stiamo parlando: il piccolo blues della costa ovest . Non l’ha tradotto Michele Foschini, e questo significa almeno che in quella casa editrice sanno cosa gli passa tra le mani.
Poi.
Claudio Calia è un mio amico, e per questo non dovrebbe starci in questa lista. Ma, il regolamento non dice niente al proposito. Anche lo dicesse E’ primavera, resta un libro importante per la riflessione teorica sul fumetto.
Poi.
Tutto quello che fanno gli Ernest mi piace un sacco. E’ un’idea di fumetto la loro che mi fa tornare la voglia di fare l’editore per costruirgli lo spazio che in questo paese manca da sempre. Ma dopo mi passa. La voglia, insieme alla sbronza.
Poi.
Ausonia. Un nome del cazzo. Si firmasse con il suo, quello vero! Ma, comunque avrà i suoi motivi e certo resta un grande autore. o almeno il serio tentativo di esserlo. Seriouz Toyz è un libro che assimilata la lezione di Copi, passando per Trhondeim e Menu, giunge a conclusioni fondamentali per costruire il nuovo fumetto popolare: leggiti Interni per esempio. Dopo torna a leggerti L’ombra di Walt e La mia vita disegnata male. E fatti un favore butta via Tex e Dylan Dog.
Poi.
Io gli editori di fumetti italiani non li capisco. Non so voi... ma ditemi come fa un editore tipo 001 a pubblicare una cosa insulsa come pioggia d’estate e dare alle stampe contemporaneamente un volume indispensabile come Pascin di Sfar... non c’è alcun progetto dietro, nessun idea.. se non il gusto personale. Un po’ come Brolli, che tra tante inezie e opere minori degli amici gli capita pure di pubblicare Brainstorm di Talbot.
Poi.
Più niente.
So che c’era da fare anche una Minzione (non è un refuso) speciale. Per una specie di ripescaggio, o una qualche pseudo riedizione storico-anastatica.
Avrei voglia di dirvi il libro esplosivo di Peter Newell, ma queste sono cose ormai che lascio fare ai critici, quelli veri.
 Io sono un ragazzino viziato e un po’ tardonetto. Che si diverte a dire sempre MERDA. Quindi vi direi piuttosto Il secolo del corriere dei piccoli. Non l’avessero tirato via un po’ come capitava, Stefanelli e Gadducci... anzi no, mettiamola così: che il tardonetto sono io e  magari me la spiegano la scelta dei numeri pubblicati, che non li avranno tirati fuori a caso da una mazzetta di numeri disponibili ma li avranno selezionati seguendo un criterio appunto scientifico che però avranno dato per scontato e a me, ripeto: lettore tardonetto, è sfuggito pur avendo letto e riletto l’introduzione.
Quindi. Meglio farci incazzare da chi, le cose male le fa per passione e seria professione:  e ci butto una cosa di Planeta, che come li fanno male loro i libri non li batte nessuno: Classici Mad volume 1.
E adesso basta per davvero.
Non ci casco più.
Col cazzo che la prossima volta vi dico cosa mi è piaciuto leggere l’anno scorso. Tanto a voi fraticelli non vene importa sega.
Sapete: Aristotele diceva, credo nell’Etica Nicomachea, che il coraggio è quella cosa che sta a mezzo tra la codardia e l’imprudenza. Gìà, ma come cazzo lo misuri questo mezzo? Io per me, per non correre il rischio di sbagliare in difetto preferisco sbilanciarmi verso l’imprudenza. Fino all’improntitudine, se necessario.
Lo so, il “catechismo del bravo critico che gli piace pubblicare i suoi pezzi da una qualche parte” insegna il contrario. Che ci volete fare. Non sono un bravo critico e non siamo fatti per capirci.
Un altro, qualsiasi, al posto mio (più simpatico di me) lo trovate e vi risparmiate pure  il fastidio di dirmi che quello che ho scritto non vi piace.
E a me, in fondo, sta bene così.
Giuro. Mi preoccuperebbe il contrario.

Salud y libertad.
borisbattaglia alle ore 19:27 | piccolo spazio pubblicitĂ  | commenti (4) | commenti (4) (popup) |
è venuto MOSSO
giovedì, 18 dicembre 2008

Sono bravi i ragazzi. L'hanno fatto proprio bello.

Me lo sono ritrovato nella mail. Ieri mattina.

Questo giornaletto.

Poi il pezzo di Marco Gottero devi assolutamente leggerlo. Io ho avuto un brivido. E mi aspetto, che prima o poi ci si deve vedere da qualche parte sulla via Aurelia, di berne un (?) bicchiere in sua compagnia di questo brachetto (di cui parla) vinificato in purezza. Fatto non spumante ma rosso fermo e gentile e corposo.

Chiediglielo. Il giornaletto. Non ti costa niente.

Vai qui, o qui o qui o ancora qui. Glielo dici, poi gli lasci la tua mail. Loro te lo mandano.
Non te ne penti. E se poi te ne penti, non ci hai rimesso comunque niente.

 

borisbattaglia alle ore 11:21 | piccolo spazio pubblicitĂ  | commenti (8) | commenti (8) (popup) |