venerdì, 13 novembre 2009
venerdì, 04 settembre 2009
giovedì, 30 luglio 2009

Un mese di domeniche. Da oggi. Per mettere tra me e questo paese parrocchiale più kilometri che posso.
Ci vediamo, come sempre e purtroppo, a settembre.
Sciao.
borisbattaglia alle ore
15:58 | peripatetismi, prassi dell ozio | commenti (1) | commenti (1) (popup) |
giovedì, 09 luglio 2009

Correvo, stasera, lungo l’Alzaia Grande sulla mia PSV 10S (la più bicicletta delle biciclette da corsa mai prodotte dalla Peugeot: 1982 circa; regalatami allora per la promozione di terza media e mai cambiata, … ovvio: alzato il sellino e cambiati un sacco di aggeggi… ma il telaio è quello) inseguendo mio fratello, che corre meglio di me per la leggerezza del metallo del telaio, ma che ha una bici che, meccanicamente, non vale un quarto della mia: una Colnago C40 del 2000.
Freno, appoggio la bici. Chiamo il fratello che mi offra una birra.
E sorpresa. Hanno una spina che non bevevo da anni. Da quando il Rakanà ha chiuso per fare posto a quel cazzo di bistrotto belga che non mi va nemmeno di nominare, forse anche da prima... che ne aveva cambiate di spine.
La Tennets Scotch Ale. La mia birra preferita.
Mi accendo una Camel Natural, quelle con la striscia azzurra. Mentre bevo una pinta mi appoggio alla balaustra che da sul Naviglio. Sfoglio, tirato fuori dalla mia tracolla, un libercolo - appena preso in quel negozio orribile che si chiama supergulp- di fumetti di guerra di Harvey Kurtzman (chissà mai che mi convinca anche io che era un genio) edito da 001. Mentre mio fratello mi cogliona che come faccio a leggere roba tipo Supereroica!
Sto bene.
Mi riesce quasi facile sopportare Milano. Nel frattempo che aspetto quelle nuove cinque giornate. Che, ma non voglio pensarci, non arriveranno mai.
borisbattaglia alle ore
23:11 | peripatetismi, prassi dell ozio | commenti (3) | commenti (3) (popup) |
mercoledì, 01 luglio 2009
La rivoluzione... no, oddio che parola... che poi mi accusano di essere uno della sinistra frusta...
l'opposizione magari e allora, passa anche, per esempio, nel ridere dei troppi e facili , per notte,sputar di sberlucazzi.
Il sesso è cosa seria. E' lento connubio, come ci insegnava un maestro.
Di quelli cattivi.

The elephant, the huge old beast,
is slow to mate;
he finds a female, they show no haste
they wait
for the sympathy in their vast shy hearts
slowly, slowly to rouse
as they loiter along the river-beds
and drink and browse
and dash in panic through the brake
of forest with the herd,
and sleep in massive silence, and wake
together, without a word.
So slowly the great hot elephant hearts
grow full of desire,
and the great beasts mate in secret at last,
hiding their fire.
Oldest they are and the wisest of beasts
so they know at last
how to wait for the loneliest of feasts
for the full repast.
They do not snatch, they do not tear;
their massive blood
moves as the moon-tides, near, more near
till they touch in flood.
D.H.LAWRENCE
borisbattaglia alle ore
15:25 | prassi dell ozio, architettura delle barricate | commenti (1) | commenti (1) (popup) |
giovedì, 14 agosto 2008

Scrivo queste note conclusive dal porto di Bouzigues. E’ semplicemente che lo Zampa mi ha fatto venire una voglia incontenibile di ostriche. Quelle dello stagno di Thau sono fenomenali. Quindi ci sono venuto. Una dozzina e una bottiglia di Cote de Provence. Passerò qui il ferragosto. Sabato andiamo a prendere Leonida, poi andiamo al mare. In Romagna.
Ti dicevo che a Basilea Erasmo ha scritto l’ Elogio della follia , Albert Hofmann ha sintetizzato per caso l'acido lisergico, e Tinguely ha maturato a scuola dall’anarchico Heiner Koechlin le sue idee sulla scultura. Ci sarà pure un motivo. Per me è il farsi il bagno nel Reno. Lo fanno tutti a Basilea.
Sai sotto la fontana di Tinguely c’è uno splendido baretto con i tavolini immersi nel verde, dove fanno il miglior caffè (migliore almeno di tutti quelli che ho bevuto qui – permettimi l’inciso: migliore anche di tutti quelli bevuti a Zurigo nonostante la fama di posti come il Cafè Schober); c’è anche, lì di fianco, una bella libreria di fumetti, solo che quando ci arrivo è già chiusa. Ecco, mi girano le palle. Per togliermi il malumore devo andare a visitare il museo Tinguely. Giuro: le opere di Jean Tinguely sono una cosa divertentissima. Le sue opere sono monumentali e folli, ma funzionano. Tutte. Schiacci un pedale rosso e questi mostri meccanici si mettono in moto. Sbalordendoti.
La mia preferita è la scultura passeggiata che si chiama Grosse meta maxi-maxi utopia. Un immenso intrico di scale scalette bielle e pulegge e lampadine e incredibili marchingegni nella quale puoi camminare. Mentre i meccanismi in azione cambiano continuamente la struttura della macchina. Mi ricorda il come funzionano i fumetti. Uno spasso.

Vedi che non ti raccontavo balle quando ti dicevo che ho camminato in utopia.
Poi per capirla meglio ho fatto il bagno nel Reno.
Vent’anni fa circa avevo disceso il Reno da Amsterdam fino a Basilea, ma su una chiatta senza mai immergerci nemmeno un piede. Tradizione domenicale degli abitanti di Basel invece è di farci il bagno nel Reno. Partono da una bella spiaggetta proprio dietro il museo Tinguely, alla fine della Solitude Promenade, mettono tutti i vestiti dentro una borsa arancione gonfiabile, che usano come galleggiante, entrano nel fiume chi nudo e chi in costume (la maggioranza in costume) e si lasciano trasportare dalla corrente fin dove più gli aggrada. Ero proprio lì. Potevo non provarci? Scusa, compro a un chiosco quella borsa arancione chiamata Wickelfisch (venti franchi, la malora!) la riempio e, vado.

Uno spasso.
Se ti capita, provalo. Capirai che la corrente del fiume che ti porta, nudo, un po’ dove cazzo le pare, è meglio di tutte le storie che puoi leggere in brutti libri sdraiato sotto un ombrellone su una brutta spiaggia italiana. Che andare, nemmeno importa dove e perchè, costituisce senso già di per se.
Il resto sono cazzate o vacanze, che è lo stesso.

















